venerdì 12 gennaio 2018

RECENSIONE - "Chilean electric" - N. Fernadez

Buongiorno!

Inaugurare il nuovo anno di letture con uno spettacolare romanzo breve, che meraviglia!

RECENSIONE
CHILEAN ELECTRIC
Nona Fernandez
2017, Edicola Ediciones

TRAMA: Santiago del Cile, 1883. La luce elettrica illumina per la prima volta Plaza de Armas trasformando in un lampo la vita delle persone e il volto della città. Una bambina assiste alla cerimonia, affascinata e spaventata da quel bagliore che si burla del tempo. Molti anni dopo, interpretando gli indizi nascosti nei racconti della propria infanzia, sua nipote ripercorre le strade di Santiago e quelle della memoria per salvare dalle ombre i ricordi e il dono ereditato dalla nonna. In un continuo salto tra passato e presente, finzione e realtà, Nona Fernández costruisce la sua personale genealogia della luce.







Questa scena è mia, sarò io ad azionare l'interruttore non appena avrò terminato il discorso. E dopo aver contato fino a tre, quando accenderò la luce della piazza e comincerò a raccontare di nuovo tutta questa storia, per lo meno qui, nel territorio di questa pagina, né lei né nessun altro scompariranno mai più.

Avevo adocchiato questo libro, leggendo qua e là alcune (pochissime) recensioni sul web, ma soprattutto ero attratta dalla splendida copertina e dalla curiosa storia della CE: la Edicola Ediciones, infatti, è stata fondata nel 2013 da Paolo Primavera e da sua moglie Alice Rifelli, italiani a Santiago, e si pone l'obiettivo di fungere da "ponte" tra il Cile (e l'intero Sudamerica) e l'Italia, portando nel nostro paese autori inediti (in massima parte di lingua spagnola) e anche viceversa.

Ho scoperto solo dopo averlo terminato, incantata dalla sua prosa asciutta e allo stesso tempo lirica ed evocativa, alla ricerca di maggiori notizie, che questo romanzo è stato premiato, nel 2016, come "il migliore pubblicato in Cile", e che la sua autrice è stata definita come uno dei "segreti meglio custoditi della letteratura sudamericana".

Ed è infatti nella letteratura sudamericana più classica, nelle poetiche della prima Allende, di Garcia Marquez, di Amado, e forse ancor più di Manuel Scorza e Manuel Puig, che questo libro affonda le mani, rimescolandone e personalizzandone la narrazione, le tematiche, lo stile, in un modo felice e riuscitissimo.

Nona Fernandez ci racconta dell'avvento della luce in Cile, nel lontano 1883, quando l'illuminazione pubblica raggiunse per la prima volta la Plaza des Armas di Santiago del Cile. Rivive l'avvenimento attraverso le parole della sua amata nonna, e attraverso le sue parole anche il lettore impara l'importanza e la potenza (non solo reale ma anche metaforica) dell'illuminazione, della corrente elettrica, della possibilità - che ora diamo per scontata - di camminare per strada, di vedere immagini, ascoltare suoni, leggere quando vogliamo.

E attraverso il racconto di una vita qualunque immersa in passaggi storici cruciali, rileggiamo anche la storia recente di un paese tormentato e bellissimo, le sue luci e le sue tantissime, cupissime ombre. Leggiamo dei volti degli scomparsi stampati sul retro delle bollette della luce - ironia della sorte crudele. Leggiamo della ferocia del potere che cerca di spegnere le fiamme della rivolta e della ribellione, la luce della democrazia e della libertà. Leggiamo della forza inesorabile delle parole, della possibilità di "illuminare con la scrittura la temibile oscurità".

Consigliatissimo, per iniziare l'anno in modo "illuminante".

Buone letture,
Eva

lunedì 8 gennaio 2018

Recensione - "A proposito di Majorana" - J. Arguello

Buongiorno!

Ben ritrovati qui sul mio blogghino e soprattutto nel nuovo anno. Un po' in ritardo, mi rendo conto, ma arrivo anch'io ad augurarvi tutto il bene possibile per questo 2018 nuovo di zecca cominciato da poco: che sia pieno di serenità, soddisfazione, salute e buone letture, per tutte noi.

Ricominciamo oggi a chiacchierare di libri, parlando di una delle mie ultime letture dell'anno appena finito: un libro che mi ha conquistato alla fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, e di cui vi parlo stamattina.

RECENSIONE
A PROPOSITO DI MAJORANA
Javier Arguello
Trad. T. Camerani e F. Ferrucci
2017, Voland

TRAMA: Nel marzo 1938 il fisico Ettore Majorana sparisce in circostanze misteriose durante una traversata in traghetto da Palermo a Napoli. Quasi ottant'anni dopo l'argentino Ernesto Aguiar, annoiato redattore di necrologi alla vigilia delle nozze, viene inviato nel capoluogo campano per realizzare un servizio sullo strano caso del celebre scienziato. Il viaggio verso l'Italia a bordo di una barca a vela in compagnia di un vecchio compagno di scuola prende però subito una piega inattesa... Un romanzo in cui i princìpi della fisica quantistica si mescolano a un'indagine poliziesca, e l'enigma mai risolto della scomparsa di Ettore Majorana diventa il pretesto per indagare la natura aleatoria della realtà e il desiderio che accomuna tutti di riscrivere il proprio destino.



Nel guardarlo issare le vele e allontanarsi verso l'orizzonte, seppi che non era l'ultima volta che vedevo lui o la Victoria perché, segretamente e a nostra insaputa, tutto ciò che è stato una volta sarà ancora. Tutto ciò che è accaduto o poteva accadere sta accadendo in ogni istante. Non si perde nulla nel passato e il futuro è ai nostri piedi, perché il presente, la dimensione dell'adesso, non ha fine.

Categorie di persone a cui questo libro piacerà sicuramente:

a) conoscete Napoli, più o meno bene, ne siete inconsciamente attratti pur non avendoci passato magari più che qualche giorno in vacanza, oppure avete vissuto o vivete in questa città folle, caotica, stratificata, geniale. Ritroverete allora tutta la magia di una passeggiata nei vicoli claustrofobici e congestionati dei Quartieri Spagnoli, di un percorso tortuoso e accidentato tra scalinate e improvvise piazzette piene di verde, fino a sfociare all'improvviso di fronte a un mare viola e maestoso, cinto ai lati da un vulcano iconico e dalla collina di Sant'Elmo, e con l'orizzonte occupato dal profilo dell'isola di Capri. Vedrete con i vostri occhi scorrere sulla pagina la vita frenetica e allo stesso tempo indolente degli abitanti di questa città, ascolterete la loro parlata lenta e sorseggerete con loro un meraviglioso caffè fatto come si deve, in una capitale maestosa e provinciale in cui non è mai notte, non è mai inverno, non c'è mai silenzio.

b) amate i viaggi lenti e pigri in barca a vela. Viaggerete allora insieme a Ernesto e al suo amico Il Rosso, saggio filosofo un po' folle, incontrerete insieme a loro personaggi misteriosi e vedrete luoghi onirici eppure reali, tanto reali da domandarci dove mai li abbiamo già visti, quando mai ci siamo già stati. Partirete da Barcellona e ve la lascerete indietro, viaggerete verso la Sardegna, affronterete tempeste e avvisterete misteriosi cargo sulla rotta verso Sorrento, naufragherete insieme ai protagonisti al largo di Punta Campanella e cercherete anche voi un modo per tornare indietro, anche se "indietro", forse, è un concetto sbagliato.

c) siete affascinati dai misteri della fisica quantistica e dagli enigmi della scienza moderna. Verrete allora trasportati agli albori della fisica più estrema, delle discussioni tra scienziati che sfociano in dibattiti filosofici e quasi teologici, ma su di un Dio diverso da quello tradizionale, creatore e dominatore, e piuttosto orientati a capire come possiamo noi stessi influenzare la realtà che stiamo vivendo, man mano che la viviamo.

d) avete letto e amato "La scomparsa di Majorana", di Leonardo Sciascia, e siete rimasti incantati dalla figura di questo scienziato geniale, inguenuo e tormentato che Enrico Fermi definiva un genio della statura di Galileo, o Newton, la cui scomparsa nel 1938 a borso del traghetto che lo portava da Palermo a Napoli costituisce uno dei grandi misteri ancora irrisolti della storia italiana.

e) vi piace la scrittura onirica, articolata, quasi barocca, in cui diversi piani temporali si intersecano nella narrazione, partendo da momenti opposti nello spazio e nel tempo per poi convergere al nucleo centrale della narrazione, alla rivelazione, alla svolta che dà un senso e inquadra perfettamente l'intreccio di mille fili colorati che finalmente danno vita all'arazzo, al quadro finale.

Categorie, tra quelle descritte sopra, a cui appartengo io: tutte.

Buone letture,
Eva.

lunedì 25 dicembre 2017

Buon Natale!

Buongiorno!





Tanti auguri di un magico Natale a tutti! Vi auguro di trascorrere una giornata felice con le persone a cui volete bene.

Il blog si prende una piccola vacanza, ci rivediamo all'inizio del nuovo anno.

Buone letture,
e buon Natale.

Eva

venerdì 22 dicembre 2017

Un libro a Natale (Quarta e ultima parte)

Buongiorno!


Eccoci giunti a venerdì, all'ultimo venerdì prima di Natale! E quindi siamo arrivati alla fine del nostro tag natalizio, grazie al quale per tutto il mese di Dicembre ci siamo tenute compagnia parlando di libri a Natale, spaziando tra copertine natalizie (QUI la prima parte), libri importanti che ci sono stati regalati proprio a Natale (QUI la seconda parte) e libri che pensiamo di regalare alle nostre persone speciali (QUI la terza parte del tag). Come sapete, questo tag è la riedizione di quello che qualche anno fa avevano organizzato le amiche di Bookland: viaggiando tra i libri.

Oggi è arrivato il momento di rispondere all'ultima domanda, quella fatidica, quella che ci avvicina di più alla mattina di Natale:

Natale sta per arrivare! Tra poco sarà il momento di scartare i regali! Quali libri vorresti trovare sotto l'albero?

Ovviamente la mia risposta a questa domanda (come anche le vostre) potrebbe occupare post su post... abbiamo tutte chilometriche liste dei desideri, e se chi ci vuole bene ci ascolta... Natale può essere l'occasione di accorciarle un pochino! Ho scelto cinque tra i libri che più desidero in questo momento, e casualmente mi sono accorta che leggerli comporterebbe un viaggio intorno al mondo niente affatto male!

Chilean electric - Nona Fernàndez
Santiago del Cile, 1883. La luce elettrica illumina per la prima volta Plaza de Armas trasformando in un lampo la vita delle persone e il volto della città. Una bambina assiste alla cerimonia, affascinata e spaventata da quel bagliore che si burla del tempo. Molti anni dopo, interpretando gli indizi nascosti nei racconti della propria infanzia, sua nipote ripercorre le strade di Santiago e quelle della memoria per salvare dalle ombre i ricordi e il dono ereditato dalla nonna. In un continuo salto tra passato e presente, finzione e realtà, Nona Fernández costruisce la sua personale genealogia della luce.

Non dimenticare chi sei - Yaa Gyasi
Si può nascere dalle stesse radici e poi seguire strade opposte in balia del destino. Ma è sempre a quelle radici che alla fine bisogna tornare per ritrovare sé stessi. Effia è nata in una notte di fuoco. Le fiamme dal bosco si sviluppano veloci senza sosta, travolgendo ogni cosa al loro passaggio. Ma lei, più forte, è sopravvissuta. Nonostante sua madre sia stata costretta a fuggire lontano da lei. Pochi anni dopo, in un villaggio vicino, nasce Esi. Amata e protetta dalla sua famiglia, cresce felice fino al giorno in cui tutto cambia all’improvviso. Due donne e un legame indistruttibile. Perché Effia ed Esi sono sorelle. Ma non lo sanno. E non lo sapranno mai. Non sapranno mai che quella collana che entrambe portano al collo è l’unica cosa che rimane loro della madre: un ciondolo di pietra nera che luccica come se fosse ricoperto di polvere d’oro. Un ciondolo in grado di dare conforto e speranza. Il destino le trascina distanti l’una dall’altra. Effia sposa di un governatore inglese, Esi venduta come schiava negli Stati Uniti. Eppure quello che le unisce va oltre il tempo, le distanze, le curve della vita. E generazione dopo generazione, decennio dopo decennio, quest’eredità fatta di opposti viene accolta da due ragazzi: Marcus e Marjiorie. Non sanno nulla del loro passato, le loro origini si perdono in vecchi racconti e leggende. Non sanno che hanno il compito di riannodare quel filo spezzato anni e anni prima. Ma sanno che senza radici non si può costruire nessun futuro. Bisogna sapere da dove si viene per ritrovare sé stessi. Insieme sono pronti a farlo. Perché il ciondolo di pietra nera che Marjiorie possiede, con Marcus accanto vibra sulla pelle come se volesse raccontare una storia. Una storia che sepolta freme per tornare alla luce. Come un’onda che nasce  e rinasce dal mare. Eternamente in fuga verso il domani.

Un figlio - Alejandro Palomas
Guille non ha niente in comune con i suoi compagni di quarta elementare: è taciturno, non ama il calcio e ha sempre la testa tra le nuvole. Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antùnez, quando la maestra Sonia lo convoca d'urgenza in aula docenti. Sonia, però, scuote la testa. Quella mattina, prima dell'intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi. C'è chi ha risposto il veterinario, chi Beyoncé, chi ancora l'astronauta, Rafael Nadal o la vincitrice di The Voice. Guille ha risposto... Mary Poppins. E ha anche motivato la sua scelta: vuole essere Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali e, quando non lavora, può nuotare nel mare insieme ai pesci e ai polipi. Sonia consiglia a Manuel di affiancare al bambino una psicologa scolastica che lo aiuti ad aprirsi con i compagni e a non rifugiarsi in un mondo immaginario e strampalato, e il padre si dice d'accordo. Nessuno dei due adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d'incanto tutti i suoi problemi. Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere e la sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce...

L'isola dei cacciatori di uccelli - Peter May
In un'isola spazzata dal vento, dura e inospitale come le rocce nere che la intrappolano, un omicidio sembra affondare le sue radici in rivalità e odi antichi. L'ispettore Fin Macleod è scappato da ragazzo dall'isola e dai suoi sanguinari, antichissimi rituali. Ora è costretto a tornare, e a fare i conti con il suo passato. L'ispettore Fin Macleod ha appena perso un figlio e il suo matrimonio sta andando letteralmente alla deriva. Quando, per indagare su un omicidio, viene spedito sulla sua isola natia, poco piú di uno scoglio al largo delle coste scozzesi, Macleod è costretto ad accettare. Il caso è la sua ultima chance per rimettersi in gioco e uscire dal totale isolamento in cui si è autorelegato. Anche se questo significa riprecipitare nel proprio passato, negli echi di una violenza aspra e senza redenzione che ogni anno trova sfogo nel massacro sistematico delle sule, uccelli che sull'isola vengono a nidificare. E a morire.

Mai dimenticare - Michel Bussi
«Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta». È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo. Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla. Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.

Un viaggio che ci porta dal Cile, all'Africa, alla Spagna, passando per la Scozia e finendo poi in Francia, per viaggiare senza spostarci dal nostro divano!

Buone letture,
Eva

martedì 19 dicembre 2017

RECENSIONE - Il coro femminile di Chilbury - Jennifer Ryan

Buongiorno!

Come vanno i preparativi per Natale? State anche voi fremendo (come me) in attesa della settimana più bella dell'anno? Io non vedo l'ora che arrivi venerdì per dedicarmi, finalmente e completamente, alla mia famiglia... che è poi  il motivo per cui già da dopo l'estate io comincio segretamente a pensare a pacchetti, albero e decorazioni (sono pazza, lo so). Visto che è ancora tempo di regali (e auto-regali), oggi parliamo insieme di un bel libro che ho letto qualche settimana fa, che, per inciso, ha una copertina davvero splendida!

RECENSIONE
IL CORO FEMMINILE DI CHILBURY
Jennifer Ryan
Trad. Maria Giulia Castagnone
2017, Feltrinelli

TRAMA: Kent, 1940. “Tutte le voci maschili sono assenti, perciò il coro dovrà essere sciolto.” È questo il messaggio che le signore di Chilbury trovano affisso sulla porta del municipio, dove il coro è solito riunirsi. Tutti gli uomini sono stati arruolati nell’esercito, e il parroco ritiene che un gruppo di donne non debba esibirsi da solo in tempo di guerra. Ma l’arrivo di una nuova insegnante di canto, Miss Prim, porta una ventata di aria fresca nel piccolo villaggio inglese provato dalla paura dei tedeschi, dai primi tragici lutti, dai razionamenti e dall’urlo delle sirene antiaeree nella notte. Così, la decisione è presto presa: il coro femminile di Chilbury non spegnerà la propria voce, ma servirà piuttosto a risollevare gli spiriti demoralizzati della comunità. La vedova Mrs Tilling, infermiera, un figlio appena partito per il fronte, vede il coro come un’opportunità per riempire il vuoto che le attanaglia il cuore. Per Miss Kitty Winthrop, invece, la giovane e precoce figlia del ricco proprietario di Chilbury Manor, il canto è un modo per oscurare la stella della sua affascinante sorella Venetia, decisa più che mai a conquistare ogni scapolo dell’alta società della contea. Intanto Edwina Paltry, una levatrice di pochi scrupoli, intravede l’occasione per arricchirsi in fretta e non esita a metterla in pratica stringendo un patto con il diavolo. Attraverso le lettere e i diari delle protagoniste, si dipana la storia di un gruppo indomito di donne e di una piccola comunità inglese messa alla prova dagli orrori della guerra. Tra intrighi, sospetti e pettegolezzi, si sviluppa un romanzo avvincente e ricco di verve, che racconta come la grande storia si riverberi sulle vite dei singoli e come, nei momenti difficili, la sopravvivenza possa dipendere non solo dal coraggio, ma anche dall’amicizia e dallo spirito di gruppo.

Era una notte senza luna, buio pesto. L'oscuramento aveva cancellato le luci dal mondo. Con un sorrisetto prudente, mi resi conto che non esisteva una legge che proibisse il canto, così lasciai che la mia voce si alzasse, in segno di sfida nei confronti della guerra.
Per affermare il mio diritto a essere ascoltata.

Come forse sapete, non sono per niente un animale social. Non ho fb, non sono in nessun gruppo, mi arrivano pochissime newsletter e quindi in genere sono poco informata sulle ultimissime uscite editoriali. Spesso vengo a sapere di un libro che può interessarmi settimane, se non mesi dopo la sua uscita, e quindi anche la mia eventuale recensione non è mai "sul pezzo". Inoltre la maggior parte delle mie letture sono relative a CE piccole e medie (un giorno di questi devo fare una piccola statistica su questo argomento), quindi raramente vi parlo dell'ultimo successo di cui tutti gli altri parlano.

Ecco, questo libro fa eccezione. Libro recentissimo, appena ho saputo della sua uscita (galeotto il blog di Stefy e Lea) sono corsa in libreria perché sentivo che dovevo averlo. E appena nelle mie mani, ho abbandonato qualsiasi altra cosa stessi leggendo in quei giorni e mi ci sono tuffata a pesce. Amandone ogni singola parola. Ogni. Singola. Parola.

E allora, perché non ve ne ho parlato subito? Perché ultimamente tendo sempre di più a parlarvi di un bel libro che leggo un bel po' di tempo dopo averlo finito? Il motivo è presto detto: perché sto cercando di ridare la giusta dimensione alla mia esperienza di lettura, che non voglio in alcun modo ridurre al dover poi scriverne qui sul blogghino. Leggo, mi emoziono, mi entusiasmo, ne parlo a mio marito, a mia mamma, e poi, solo poi, molto poi, mi decido a raccogliere le idee e a organizzarle per parlarne (più o meno compiutamente) qui nel mio angolo.

E de "Il coro femminile di Chilbury" sono tante le cose che si possono - e che vorrei - dire.
Vorrei dirvi infatti che l'ambientazione mi è risultata meravigliosamente congeniale: sia quella spaziale - la campagna inglese, provinciale e un po' chiusa - sia quella temporale - gli anni cupi della seconda guerra mondiale. Leggendo questo libro si è letteralmente trasportati nei luoghi e nei giorni descritti, tanto da faticare a uscirne, e da rallentare la lettura verso la fine per ritardare il momento di lasciare per sempre Chilbury, e smettere di leggere degli intrighi di Miss Edwina Paltry, del folle amore di Venetia Winthrop, dell'intelligenza discreta e della rettitudine di Mrs Tilling.
Vorrei dirvi che le canzoni citate nel testo ti entrano in testa, e ti ritrovi a canticchiarle mentre lavori, stupendo i tuoi colleghi e te stessa per come ti sei addentrata profondamente in anni così lontani, non solo nel tempo ma anche culturalmente e socialmente.
Vorrei dirvi che è interessante ed entusiasmante accompagnare un gruppo di donne dell'epoca nel loro progressivo rendersi conto di come i tempi stiano cambiando, volenti o nolenti, e assistere a piccoli momenti di ribellione femminile, e all'insorgere della presa di coscienza di molte rappresentanti del sesso debole, che in tempo di guerra paga(va) forse il prezzo minore in termini di vite perdute, ma non certo in termini di dolore e strazio per le perdite di mariti, fratelli, figli, che le lasciano sole a cercare di andare avanti, in qualche modo.
Vorrei dirvi che questo è stato il mio primo romanzo epistolare, e che se da un lato all'inizio ero un po' timorosa di affrontare questa forma di espressione così particolare, dall'altro, leggendolo, ho scoperto che è una modalità strepitosa, e che questa storia non avrebbe potuto essere raccontata in nessun altro modo.
Vorrei infine dirvi che i personaggi sono tutti incredibilmente vivi, reali, nei loro difetti e nelle loro qualità, che la storia funziona, che la trama avvince e che le avventure tragicomiche del coro femminile di Chilbury fanno compagnia proprio come quelle di un gruppo di vecchie amiche.

Buone letture,
Eva

venerdì 15 dicembre 2017

Un libro a Natale (Terza parte)

Buongiorno!


Eccoci arrivati alla fine della settimana e a un altro appuntamento con il nostro tag natalizio "Un libro a Natale". Vi ricordo che si tratta di un tag che ho mutuato da quello che avevano organizzato alcuni anni fa le amiche di Bookland: viaggiando tra i libriQUIQUI potete trovare le prime due parti, dove abbiamo fatto una carrelata di copertine natalizie e abbiamo parlato di libri importanti, regalati proprio a  Natale.

Oggi è arrivato il momento di rispondere alla terza domanda e cioè

Regalare un libro significa regalare un'emozione, insieme a una piccola parte di sé. Quali sono i libri che pensi di regalare o consigliare alle tue persone speciali?

Ed ecco quindi le mie risposte. Quest'anno, come sempre, regalerò tantissimi libri a tutti: parenti, marito, figlio, amici, nipotini. Amo pensare alla persona a cui sto facendo il regalo e lasciarmi ispirare dai suoi gusti, dalle sue abitudini, dalle sue passioni per scovare il libro giusto per lei. Non regalo solo romanzi, ma anche fumetti e saggi, perché il mondo della lettura è variegato e più e vario, più è bello!

Stavolta aggiungerò qualche parola per spiegarvi per chi penso sia adatto il regalo che ho scelto...

Oltre l'inverno - Isabel Allende
Lucía, cilena espatriata in Canada negli anni del brutale insediamento di Pinochet, ha una storia segnata da profonde cicatrici: la sparizione del fratello all’inizio del regime, un matrimonio fallito, una battaglia contro il cancro, ma ha anche una figlia indipendente e vitale e molta voglia di lasciarsi alle spalle l’inverno. E quando arriva a Brooklyn per un semestre come visiting professor si predispone con saggezza a godere della vita. Richard è un professore universitario spigoloso e appartato. Anche a lui la vita ha lasciato profonde ferite, inutilmente annegate nell’alcol e ora lenite solo dal ferreo autocontrollo con cui gestisce la sua solitudine; la morte di due figli e il suicidio della moglie l’hanno anestetizzato, ma la scossa che gli darà la fresca e spontanea vitalità di Lucía restituirà un senso alla sua esistenza. La giovanissima Evelyn è dovuta fuggire dal Guatemala dove era diventata l’obiettivo di pericolose gang criminali. Arrivata avventurosamente negli Stati Uniti, trova impiego presso una facoltosa famiglia dagli equilibri particolarmente violenti: un figlio disabile rifiutato dal padre, una madre vittima di abusi da parte del marito e alcolizzata, un padre coinvolto in loschi traffici. Un incidente d’auto e il ritrovamento di un cadavere nel bagagliaio della macchina che saranno costretti a far sparire uniranno i destini dei tre protagonisti per alcuni lunghi giorni in cui si scatena una memorabile tempesta di neve che li terrà sotto assedio.

La prosa magica e le tematiche profonde di questa grandissima scrittrice rendono questo libro adatto a una donna sicura di sé, una mamma o un'amica forte e profonda.

D'estate i gatti si annoiano - Philippe Georget
È estate, fa caldo, i turisti sono arrivati e, al commissariato di Perpignan, nel sud della Francia, Sebag e Molina, poliziotti disillusi divorati dalla routine, si occupano dei casi in corso senza grande entusiasmo. Ma all'improvviso una giovane olandese viene brutalmente ammazzata su una spiaggia ad Argelès e un'altra sparisce tra le viuzze della città senza lasciar traccia. Ritrovatosi suo malgrado al centro di un gioco diabolico, l'ispettore Sebag, alla mercé di uno psicopatico, metterà da parte preoccupazioni, problemi di cuore e interrogativi esistenziali per salvare ciò che ancora può essere salvato, in special modo la vita della ragazza che sembra essere stata sequestrata da un serial killer. Dovrà dissipare la cortina di fumo formata dai falsi indizi disseminati dal rapitore che lo ha invischiato in un sottile e inquietante gioco del gatto col topo, in cui lo psicopatico mena la danza con indovinelli tipo: "Il topo aspetta triste, pazienta e soccombe. La casa di pietra diverrà la sua tomba. Chi fa cosa, chi acchiappa chi? Chi è il gatto e chi il topo, qui?".

Per chi ama i gialli e le atmosfere francesi, non necessariamente quelle glamour della capitale Parigi.

Le avventure di Numero Primo - Marco Paolini e Gianfranco Bettin
Numero Primo è il nome scelto per sé da uno strano bambino, che irrompe nella vita di Ettore, fotoreporter di guerra che a quasi sessant'anni si ritrova a fargli da padre. È stato desiderato e pensato da una madre scienziata, ma concepito e messo al mondo da un'intelligenza artificiale avanzatissima, tanto da aver sviluppato una coscienza. Non è una creatura uguale alle altre, non conosce quasi niente, tutto gli appare nuovo, bello; possiede il dono di trovare la magia nelle cose più comuni e, quando non la trova, di crearla. E le cose che non sa, le impara subito, per mezzo di misteriose connessioni. Chi lo incontra si riscopre diverso, migliore. Di lui si accorgono anche gli osservatori di una multinazionale, un Erode tecnologico che, dietro la facciata filantropica, nasconde un'oscura volontà di potenza. Così Ettore e Numero sono costretti a fuggire e a nascondersi. Ad aiutarli, una folla di personaggi bizzarri: scienziati rasta in grado di salvare Venezia dall'acqua alta, parcheggiatori abusivi che gestiscono nuove forme di ospitalità diffusa, commercianti sardo-cinesi, giostrai con il cuore grande e una lunga storia di resistenza.

Un'epopea on the road all'italiana, da regalare a chi ama le distopie possibili e desidera interrogarsi sui nostri possibili futuri.

Asterix e la corsa d'Italia - R. Goscinny & A. Uderzo
Asterix e la corsa d’Italia: questo è il titolo del trentasettesimo volume delle avventure dei nostri amici Galli! Ci troviamo nel 50 a.C. L’Italia è completamente sotto il dominio di Roma. Tutta quanta? No! Anche se Cesare sogna un’Italia unificata, la penisola è composta da molte regioni che rivendicano la propria indipendenza. E la vita non è facile per le truppe dei legionari romani… Preparatevi a una corsa rocambolesca lungo lo Stivale!

Intramontabile classico del fumetti da regalare a un appassionato, dai 6 ai 99 anni.

La storia del mondo in dodici mappe - Jerry Brotton
Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo libro, Jerry Brotton sostiene che, lungi dall'essere meri strumenti della scienza, le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere, all'autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari. I disegnatori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Questo libro analizza il significato di dodici mappe del mondo riprese dalla storia globale, a partire dalle rappresentazioni mistiche della storia antica e per finire con le immagini di derivazione satellitare contemporanee. Ricrea gli ambienti e le circostanze in cui queste carte sono state fatte, mostrando come ciascuna di esse trasmetta un'immagine estremamente personale del mondo: la prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme del "mappamundi" di Hereford del XIV secolo; la più antica mappa coreana che mostra la Terra intera, compresa l'Europa; la prima autentica visione del mondo globalizzato del portoghese Diego Ribeiro agli inizi del XVI secolo; la proiezione negli anni Settanta del Novecento che aveva l'ambizione di dare uguale dignità al "terzo mondo" e il pianeta secondo Google. Brotton rivela come ogni mappa abbia tanto influenzato quanto riflesso gli eventi contemporanei e come, leggendole, si possano meglio comprendere gli universi che le hanno prodotte.

Da regalare a chi ama la geografia e la storia, chi vorrebbe viaggiare in tutto il mondo, chi lo fa d'abitudine e chi lo sogna soltanto.

Per quanto mi riguarda, questi libri sono già sotto il mio albero, impacchettati e con il nome già scritto sul bigliettino. E voi, che regali pensate di fare?

Buone letture,
Eva

martedì 12 dicembre 2017

Più Libri Più Liberi 2017

Buongiorno!


Anche quest'anno Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria, si è svolta qui a Roma, dal 6 al 10 Dicembre. Tradizionalmente, la fiera è dedicata alle Case Editrici che non possono (per motivi di fatturato, soprattutto, ma anche, io credo, di distribuzione e notorietà) fregiarsi della qualifica di BIG. Quest'anno c'era poi la grande novità della Nuvola, l'avveniristica struttura architettonica firmata dall'architetto Massimiliano Fuksas all'interno della quale era ospitata la manifestazione.

Tra gli oltre centomila visitatori che hanno affollato le enormi e futuristiche sale della struttura, che hanno girato tra i più di cinquecento stand che ospitavano editori medi, piccoli e piccolissimi, anche quest'anno c'ero io, e per più giorni: da sola, poi in compagnia della mia famiglia, e infine in compagnia di amiche blogger incontrate finalmente di persona.

Incontri con gli autori
Quest'anno la presenza di autori noti ed emergenti a presentare i loro libri, o anche solo a discutere con i lettori di letteratura, di realtà, di personaggi e di vita, era nutritissima e interessantissima. Avevo stilato un ricco calendario che mi sarebbe piaciuto molto rispettare, ma purtroppo devo fare i conti con la stanchezza e con la difficoltà di stare fuori tanti giorni per tutto il giorno, così ho dovuto purtroppo rinunciare a molti degli incontri con scrittori che avrei voluto tanto ascoltare dal vivo... Spero che ci saranno altre occasioni! Comunque, ho avuto modo di partecipare di persona alle "chiacchierate" fatte intorno a due libri dei quali mi interessava molto conoscere l'autore: Assassinio sul cammino di Santiago di Sergio Valzania, e Negli occhi di chi guarda, di Marco Malvaldi. Curiosamente, entrambi i libri sono gialli e quindi in entrambe le occasioni si è parlato pochissimo del libro (come si fa a parlare di un giallo senza svelare niente dei colpi di scena della trama?) e molto del "contorno", di quello che c'è dietro alla storia e dentro a chi la scrive.
Sergio Valzania è un personaggio divertentissimo, ha idee generalmente abbastanza diverse da me ma un'apertura mentale sufficiente a discuterne con personaggi dei più vari. Io amo moltissimo la radio, e memorabili sono le sue trasmissioni radiofoniche dal Cammino di Santiago, in Spagna, che lui ha percorso insieme, per esempio, insieme al matematico ateo Piergiorgio Odifreddi. In occasione della presentazione del suo libro, che, confesso, non ho ancora letto (edito da Ediciclo), si è chiacchierato del camminare, di quello che significa in un'epoca di velocità e immediatezza, del recuperare il rapporto con il proprio corpo, con la fatica, con il dolore fisico che però è bello, quando significa che il corpo l'hai usato e l'hai conosciuto.
Marco Malvaldi ha invece presentato in solitaria, da vero mattatore e abilissimo affabulatore, il suo ultimo romanzo, che ho letto e apprezzato molto. Ma anche qui, lungi dal presentare la trama del libro, in una esilarante cadenza toscana l'autore ha tenuto una specie di lectio su come lui costruisce ogni suo libro, su come sceglie i personaggi prendendoli di peso dalla realtà quotidiana dei suoi incontri spesso surreali, e, cosa molto interessante, su quello che si intende per "arte", a partire da quello che generalmente è considerato tale, rispetto ad altre "performance" la cui definizione di "artistiche" è, come minimo, questionabile (e chi ha letto il suo ultimo romanzo sa benissimo a cosa mi sto riferendo). Grandi risate, grandi riflessioni e soprattutto grande simpatia da parte di un autore che, si vede, ama molto offrirsi al suo pubblico.
Ho avuto anche occasione di ascoltare (sempre alla mia amata radio) in diretta la trasmissione degli incontri con Antonio Manzini che chiacchierava a proposito de "Il successo del noir" e con Valeria Luiselli che presentava il suo ultimo libro Dimmi come va a finire, edito da La Nuova Frontiera. Entrambe chiacchierate interessantissime, anche se molto diverse tra loro: spigliato, ironico e divertente Antonio Manzini, che ovviamente ha parlato parecchio di sé e del suo alter ego Rocco Schiavone, romano in esilio ad Aosta; e profonda e molto dolorosa Valeria Luiselli, che, confesso, non conoscevo, ma che recupererò molto presto.

Incontri con le amiche
Quest'anno la fiera è stata un'occasione felicissima, per me, per conoscere dal vivo tre amiche che finora avevo conosciuto solo virtualmente, e cioè Daniela del blog Appunti di una Lettrice, Simona del blog Letture Sconclusionate, e Baba del blog Libri in Valigia, anche se con quest'ultima è stato un incontro velocissimo e troppo breve: spero che, abitando non troppo lontane, ci possano essere occasioni (letterarie e non) per rivederci presto. Grazie poi a Simona, simpaticissima e vulcanica, ho imparato a presentarmi ai rappresentanti degli Uffici Stampa delle CE come blogger senza vergognarmi (troppo), giocando un po' con questo ruolo che per me è soprattutto una passione, senza nessuna velleità professionale. Infine, incontrare finalmente Daniela, e soprattutto chiacchierare così tanto con lei di libri letti e da leggere, di interessi e piani futuri (Cazalet, a noi!), di gusti e disgusti, ha reso la mia partecipazione alla fiera molto più divertente di quello che pensavo: grazie!

Incontri con gli editori
Grazie a Baba ho incontrato le simpaticissime ragazze di Exorma, una Casa Editrice "piccola" (nel senso che dicevo all'inizio del post) ma davvero raffinata e molto interessante. Mi piace moltissimo lo spirito del loro progetto editoriale: (preso dal loro sito) Viviamo l’epoca dell’informazione superveloce, sappiamo tutto ma non sappiamo nulla e condividiamo un contesto che sembra voler disertare la complessità: tutto deve essere facile, corretto e conforme, omologato, "scritto bene". Ecco perché dalle parti di Exòrma si "scrive male". Nel loro catalogo Neve, cane, piede, che quest'anno, come ci spiega Dany qui, ha vinto il Modus Legendi, iniziativa di Rivoluzione Gentile per focalizzare l'attenzione del lettore medio su libri al di fuori dei circuiti classici di grande distribuzione e spingere in classifica nazionale un libro pochissimo conosciuto e non pubblicizzato sui grandi canali di comunicazione di massa. 
Con Simona ho passato un po' di tempo allo stand di Scrittura&Scritture, che non conoscevo ma che mi ha incuriosito molto: il contesto in cui le editrici si muovono (una Napoli che conosco molto bene) non fa che aggiungere valore e qualità al loro lavoro di ricerca letterario. Vi consiglio di visitare il loro sito perché, oltre alle novità del catalogo, ha un'interessante sezione sul rapporto tra CE, blogger e librai, che restituisce molta umanità a un rapporto troppo spesso, soprattutto nel caso delle CE più grandi, freddo e puramente utilitaristico.
Insieme a Daniela abbiamo gironzolato per ore intere tra gli stand, suggerendoci a vicenda libri e CE, e soffermandoci soprattutto agli stand della Fazi, della Voland, della E/O, della SUR e della Lindau. In ognuno di questi stand abbiamo incontrato librai appassionati, capaci di parlare con amore dei propri libri quasi fossero creature vive. Che fosse una battuta sulle rughe di Anna Magnani o un ringraziamento per una bella recensione, ho trovato persone alla mano, gentili, sorridenti nonostante la gran fatica e la gran ressa, capaci di spendere tempo per consigli personalizzati a chiunque chiedesse loro qualcosa, e soprattutto profondamente competenti nel loro campo e consapevoli che una bella lettura cambia, eccome, la vita.

Acquisti
Ovviamente, non sono uscita a mani vuote dalla fiera, in nessuno dei giorni in cui ci sono stata. Tralasciando i libri che ho comprato per regalarli a Natale alle persone a me care, e quelli che ho acquistato a mio figlio, entusiasta di tutta quella "carta" e desideroso di portarsi appresso, anche lui, la sua bella borsa di stoffa piena di future letture, ecco quello che ho comprato per me, per i miei prossimi mesi di letture: più di 3 kg di libri (povere spalle mie!), quasi 2900 pagine in totale, che si vanno ad aggiungere alla mia già infinita e traballante pila sul comodino, delle quali vi parlerò, speriamo, nel prossimo futuro.

Sento la neve cadere, Domenico Infante, Scrittura&Scritture 
Vita e morte delle aragoste, Nicola Cosentino, Voland
A proposito di Maiorana, Javier Arguello, Voland
I ragazzi venuti dal Brasile, Ira Levin, Sur
Anima, Wajdi Mouawad, Fazi
Storia di Roque Rey, Ricardo Romero, Fazi
Praléve e altre storie di montagna, Lalla Romano, Lindau
Hannah Coulter, Wendell Berry, Lindau
We are family, Fabio Bartolomei, E/O
Piccola osteria senza parole, Massimo Cuomo, E/O


Buone letture,
Eva